Riječka numizmatika - Riječki novci i novci s riječkim obilježjima 1848.-2002. - Muzej grada Rijeke
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LA NUMISMATICA FIUMANA
MONETE FIUMANE E MONETE CON SIMBOLI FIUMANI

RijekaLa presente mostra abbraccia una arco di tempo di piu' di 150 anni di storia fiumana in cui i simboli fiumani appaiono anche sulle monete che circolano in citta' e oltre. Non tutte le monete di detto periodo possono esser chiamate fiumane, dato che alcune di esse non erano destinate esclusivamente alla citta' di Fiume.

Quali sono allora le monete puramente fiumane? La scienza numismatica conosce solamente un gruppo di tale denaro: i carantani fiumani. Essi vengono messi in circolazione nel 1848, in quanto mezzo sostitutivo di pagamento per le monete di piccolo taglio, quando appare pure nelle altre zone dell'Austria, cioe' nelle aree occupate della Croazia, come ad esempio a Buccari. Tali buoni, stampati solo su una facciata, possiedono tutte le caratteristiche del denaro dell'epoca e sono esplicitamente fiumani, con simboli fiumani. Esistono tre coni di tali banconote, del valore di 3, 5 e 10 carantani. Rimangono in circolazione solo per un paio d'anni e poi vengono ritirati e distrutti. Essi appartengono al denaro piu' raro legato a Fiume e sono di eccezionale importanza numismatica per la citta'.

Comunque, anche tutto il denaro che contiene simboli fiumani e' oggetto della "numismatica fiumana" in un contesto piu' ampio. Qui si parla di monete o banconote con simboli fiumani.

Si tratta di tutto quel denaro su cui appaiono lo stemma della citta', una parte di esso, il nome della citta' nella versione croata (Rijeka) o italiana (Fiume). Tra le prime di questo tipo sono le monete e le banconote austroungariche, dal 1890 in poi. In essi lo stemma fiumano appare in quanto parte integrante di quello magiaro.

Nello stesso gruppo vanno annoverate le monete metalliche del 1896, dette "coniature del millennio", coniate in occasione del millesimo anniversario del Regno ungarico, come pure il conio di prova del 1922, realizzato in occasione del tentativo di ripristino della Monarchia.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale i simboli fiumani appaiono sulle banconote sotto forma di timbri, con cui viene autenticato il denaro in vigore, al fine di regolarizzare la situazione monetaria presente in citta'. Tale procedimento non e' nuovo e veniva usato non solo a Fiume bensi' pure negli altri territori dell'ex monarchia che erano diventati stati nazionali, ma non potevano ancor coniare denaro proprio: l'Ungheria, l'Austria, la Romania, la Jugoslavia ed altri. Dato che l'autenticazione del denaro viene effettuata con un semplice timbro, i falsificatori riescono ben presto ad imitarlo quindi sul mercato appaiono innumerevoli falsificati, quindi denaro senza copertura. Per questo motivo viene introdotto un timbro nuovo dalla forma piu' complessa, con cui il procedimento viene ripetuto su tutte le banconote. Nonostante si riesca a falsificare anche questo, la situazione migliora pero' col risultato di avere in circolazione banconote con due timbri, che oggi sono quelle piu' spesso ritrovate.

Il giorno prima della liberazione di Fiume, il 2 maggio 1945, vengono preparati degli assegni della Banca d'Italia, del valore di 50 (100) lire, che dovevano servire in quanto contanti, di cui solamente alcuni riescono a venir convertiti.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con la costituzione della Zona B, nel 1945 vengono introdotte le cosiddette jugolire, coniate dalla Banca economica dell'Istria, di Fiume e del Litorale sloveno, col valore espresso in lire e che rimangono in circolazione fino al 1946.

Contemporaneamente in Italia compaiono i buoni del Comitato di liberazione nazionale italiano su cui si legge il nome di Fiume e di altre citta' croate.

Nella Repubblica di Croazia, sulle banconote vengono stampati simboli fiumani, come ad esempio la cattedrale di San Vito su quella da 100 kune, ma solo in quanto elemento figurativo nelle coniature del 1993 e del 2002.

Julijan Dobrinić

Muzej grada Rijeke