Adamic's era 1780-1830
 
Introduction Adamic's era 1780-1830
Trieste. Le fortune del porto e delle sue genti tra Settecento e Ottocento
La mostra
Galleria Fotografica
Partecipanti
Hrvatski - Trst, sudbina luke i građana na razmeđu 18. i 19. stoljeća

PRESENTAZIONE

La Città di Trieste conserva nei suoi musei civici un notevole patrimonio di beni culturali che documentano, con dovizia di tipologie, ogni fase della storia del territorio e di quelle aree che sono, da sempre, ad esso collegate naturalmente, come l'Istria, la Dalmazia e Fiume.

Nella nostra epoca la collaborazione internazionale, soprattutto in campo culturale, è divenuta un imperativo per favorire la costruzione di una nuova e sempre più ampia Europa.

Sono perciò molto lieto che, per la prima volta in assoluto, il Comune di Trieste e l'Assessorato alla Cultura che ho l'onore di presiedere, siano ospiti, con questa mostra ideata e realizzata dai Civici musei di storia ed arte di Trieste, nel Museo della Città di Fiume, città che condivide con la vicina e amica Italia, e con Trieste in particolare, tanti momenti della comune storia sin dal Settecento.

PARIS LIPPI
Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Trieste


Una mostra per conoscere e conoscersi, per intrecciare nuovi stimolanti rapporti internazionali, per incrementare la ricerca e approfondire e rinsaldare gli scambi culturali, mettendo in gioco l'entusiasmo e l'amore per il nostro lavoro museale.

Riconoscersi dunque colleghi e vicini e amici, figli di uno stesso mare, teatro di incontri e di scontri, di pace e di guerre, ma sempre archetipo di convivenza e di solidarietà, di rispetto e valorizzazione delle diversità, un mare dai tanti volti dove echeggiano le eco di paesi lontani e lingue e culture e religio­ni e ideali e sogni.

Tutto questo è il mare che lambisce le nostre due città e che ci restituisce, dopo le furiose tempeste, dai fondali più profondi e misteriosi, le sue memorie, reliquie consunte e levigate della storia che nel trascorrere del tempo ritornano all'eternità per divenire poi parte del presente in un ciclo senza fine.

Così questa mostra, fiore sbocciato da fortunate congiunture del nostro lavoro di ricerca, ha creato un filo virtuoso, in nome della cultura libera che anela alla verità e che lotta per seminare, presso i giovani soprattutto, occasioni di riflessione e consapevolezza.

Il nostro impegno all'interno dei musei valorizza i beni culturali per guarda­re avanti, per infondere nuove energie nel lavoro da realizzare nella società futura; ma la nostra comune cultura si porta appresso il fardello del passato, prezioso bagaglio di esperienze, scrigno della nostra identità personale e collettiva e lo custodisce con cura.

Auspico dunque che questa mostra sia solo il primo di una serie di eventi frutto di collaborazione e cooperazione tra le nostre istituzioni museali.

ADRIANO DUGULIN
Direttore dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste


L’intento della mostra organizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste e quello di testimoniare visivamente qualche aspetto della vita cittadina della Trieste tra il 1780 ed il 1830, ovvero durante la fase ascendente delle fortune del porto franco: un periodo di arricchimento economico, di incremento demografico, di miglioramento dei servizi e di espansione urbanistica.

Accanto a quattro modellini lignei dei principali palazzi neoclassici, scorrono alcuni pannelli esplicativi che riproducono scorci della citta di Trieste in quegli anni, come la famosa immagine di Piazza Grande eseguita da Pietro Nobile nel 1790, ed una serie di semplici ma efficaci vedute disegnate dall’udinese G. Broili e pubblicate a Graz intorno al 1830.

Si e scelto inoltre di esporre alcuni materiali dalle collezioni dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste risalenti a quegli anni e meno noti al pubblico: miniature ritratto, abiti maschili e femminili e oggetti in ceramica di produzione triestina, con l’intento di evocare l’atmosfera della Trieste dell’epoca, mostrando materialmente volti, manufatti ed architetture di una citta nuova e dei suoi nuovi cittadini.

MICHELA MESSINA
Curatore della mostra